Krill | Antartide
Tra record naturali, sciami visibili dallo spazio e il suo ruolo fondamentale nella rete alimentare.
Ciao, sono Valentina e questa è la terza puntata di Frost and Folds, la newsletter polare che si legge e si piega :)
Si legge perché ogni numero è un racconto scientifico di uno degli abitanti dei poli.
Si piega perché, alla fine, troverai un origami da costruire con le tue mani.
Oggi torniamo all’altro polo: il Polo Sud.
Oggi parliamo di un animale piccolo.
Anzi, piccolissimo.
Eppure il più abbondante di tutti: il krill antartico.
Da bentonologa, confesso: il krill non è proprio il mio animale preferito.
Ma è chiaro che senza conoscerlo, capire l’Antartide è complicato.
E allora partiamo da una domanda semplice.
Krill, perché si chiama così?
Il termine norvegese krill significa letteralmente “piccolo pesce” o “avannotto”, ma in realtà non si tratta affatto di pesci. Con la parola krill si indicano diverse specie di crostacei marini appartenenti all’ordine degli Euphausiacea.
Sono organismi planctonici, simili a minuscoli gamberetti trasparenti.
La maggior parte delle specie misura 1–2 cm, anche se alcune possono superare i 5–6 cm. Una delle caratteristiche che li distingue dagli altri crostacei è la presenza di branchie esterne ben visibili.
Vivono in tutti gli oceani del mondo, ma sono particolarmente abbondanti nelle acque fredde e polari. Oggi conosciamo circa 85 specie di krill.
Ma in questa puntata ci concentriamo su un unico protagonista:
Euphausia superba Dana, 1850.
Il piccolo gigante dell’Antartide.
Euphausia superba è una specie chiave nella rete alimentare dell'Oceano Antartico.
Il ruolo del krill nell’ecosistema
Rappresenta il principale collegamento tra i produttori primari che compongono il fitoplancton e i livelli più alti della catena alimentare come uccelli marini, foche, pinguini e balene.
Il krill antartico - o Euphausia superba - è l’organismo animale più abbondante sul pianeta, con una biomassa totale compresa tra i 300 e i 500 milioni di tonnellate.
IL DOPPIO DI QUELLA UMANA.
Inoltre, grazie alla sua enorme biomassa, ha un ruolo fondamentale nel ciclo di carbonio poiché, cibandosi di fitoplancton che assorbe anidride carbonica, cattura CO2.
Ma non solo.
Entra a far parte anche di un ciclo importantissimo diventando nutrimento.
Record su record
Per anni studiare il krill antartico dal punto di vista genetico è stato quasi impossibile: il suo genoma è circa 15 volte più grande di quello umano. Per questo si pensava che tutte le popolazioni fossero geneticamente molto simili.
Il recente sequenziamento del genoma ha cambiato le carte in tavola: oggi sappiamo che esistono tracce di quattro popolazioni ancestrali, distribuite in diverse regioni dell’Antartide, aprendo la strada a studi più approfonditi sulla fisiologia e sull’adattamento di questo piccolo gigante.
Protagonista indiscusso
Una nuova ricerca pubblicata su PLOS ONE mostra che il krill antartico (Euphausia superba) non è distribuito ovunque allo stesso modo!
Durante il suo ciclo di vita occupa aree diverse dell’oceano, dove trova le condizioni migliori per crescere e riprodursi. (Si torna sempre dove si sta bene).
Le larve nascono soprattutto nelle acque poco profonde vicino alla Penisola Antartica, mentre i giovani krill si spostano verso nord lungo la costa. Questa suddivisione aiuta a ridurre la competizione e il rischio di cannibalismo da parte degli adulti.
Capire questi movimenti è fondamentale:
Proteggere Euphasia superba permette di proteggere anche balene, foche e pinguini.
Protagonista indiscusso, ma anche minacciato
La pesca commerciale del krill si concentra soprattutto nell’Oceano Antartico e negli ultimi anni è diventata sempre più intensa, spinta dalla crescente domanda di prodotti a base di krill. Per evitare un impatto eccessivo sull’ecosistema, la pesca è regolata da limiti di cattura pensati per mantenere una popolazione sufficientemente grande e riproduttiva.
Una delle aree più importanti è la zona di pesca 48, nell’Atlantico meridionale dell’Oceano Antartico, dove si concentra gran parte della biomassa di krill.
Pensate che tra l’inizio del 1900 e il 2000 i livelli di consumo di krill sono diminuiti del 99%. 99. NOVANTANOVE.
Qui la Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (CCAMLR) ha fissato un limite annuale di 620.000 tonnellate.
Tuttavia, l’aumento dello sforzo di pesca negli ultimi anni ha portato le catture sempre più vicine a queste soglie, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità a lungo termine di una specie fondamentale per l’intero ecosistema antartico.
Costruirlo pensando a tutti i suoi record straordinari sarà ancora più divertente.
Scalda le mani e preparati a piegare la carta: è il momento di creare il suo origami! 🦐
Guarda il video cliccando qui oppure inquadra il QR code. ✨
Fun Fact: Il piccolo krill… visibile dallo spazio!
Per compensare la scarsa capacità di nuotare contro le correnti, il krill antartico vive e si muove in enormi sciami. Queste aggregazioni possono estendersi per oltre 100 km² e raggiungere fino a 100 metri di profondità.
Sciami così grandi e densi da poter essere rilevati persino dai satelliti.
Grazie per averci letto! :)
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Ci vediamo alla prossima puntata di Frost and Folds e chissà in quale polo e quale animale esploreremo! ❄️
Buoni origami!
Vale | Colmare





