Orso polare | Artide
Ciao, sono Valentina e questa è la seconda puntata di Frost and Folds, la newsletter polare che si legge e si piega :)
Si legge perché ogni numero è un racconto scientifico di uno degli abitanti dei poli.
Si piega perché, alla fine, troverai un origami da costruire con le tue mani.
Siamo alla #2 puntata, e per entrare subito nel vivo dell’altro polo, l’Artide, parliamo di lui, il re: l’orso polare
E quale momento migliore per parlare di lui, visto che proprio ieri si celebrava la Giornata Mondiale dell’Orso Polare?
L’orso polare (Ursus maritimus Phipps, 1774) domina il Polo Nord ed è il più grande carnivoro terrestre del pianeta.
Dove vive il re dell’Artico?
La popolazione globale è stimata tra 22.000 e 31.000 individui.
Vive in tutta la regione artica, dal Polo Nord alle aree settentrionali di Alaska, Russia, Svalbard, Groenlandia e Canada. Ed è proprio il Canada a ospitare circa il 60% della popolazione mondiale.
Nato per il ghiaccio ma abile nuotatore
Il suo nome scientifico dice già tutto: Ursus maritimus - Orso marino.
L’orso polare ha una vita semi-acquatica e si è adattato perfettamente a questo doppio mondo. Trascorre gran parte del tempo sulla banchisa ghiacciata, ma in acqua è altrettanto a suo agio.
Può nuotare per ore e percorrere distanze enormi.
Le sue zampe, larghe fino a 30 cm, sono vere e proprie pagaie naturali.
Ma non finisce qui. Sulla terraferma può raggiungere i 40 km/h.
Una velocità impressionante, se si pensa che un maschio adulto può arrivare a 3 metri di lunghezza e pesare fino a 700 kg.
Usan Bolt, il 16 agosto del 2009, ha toccato una velocità massima di 44,72 km/h, rende l’idea?!
Gigante, Elegante e Veloce.
Sai che in realtà, non è bianco l’orso polare?
Hai capito bene, in realtà l’orso polare non è bianco.
Il suo manto è formato da peli cavi e traslucidi, trasparenti.
A differenza dei peli umani e di molti altri mammiferi, quelli dell’orso polare sono vuoti internamente, trattengono aria e sono privi di pigmento.
Osservati al microscopio elettronico appaiono come tubuli cavi, rivestiti esternamente da fibre allineate che sono in grado di catturare i raggi solari e trattiene l’aria, creando un isolamento potentissimo, oltre che essere idrorepellente per le lunghe nuotate nelle acque gelide.
La pelliccia appare bianca perché disperde e riflette la luce visibile creando l'effetto del colore bianco. Sotto il pelo, la pelle è nera per assorbire il calore solare.
Ma sotto luce ultravioletta appare nera, per la sua elevata capacità di assorbimento dei raggi UV. L’isolamento è così efficace che, osservato con una termocamera a infrarossi, l’orso è quasi invisibile. Trattiene quasi tutto il calore prodotto dal corpo.
L’unica parte che spicca nel bianco dei ghiacci è il naso nero: altamente efficiente nell’assorbire energia solare e distribuirla al resto del corpo.
Non è bianco ma a volte diventa verde
In condizioni normali l’orso polare appare traslucido, ma è successo che alcuni esemplari sono diventati letteralmente verde-smeraldo. Il primo nel 1978 allo San Diego Zoo.
La causa? Alghe microscopiche insinuate all’interno dei peli cavi quando l’ambiente è caldo e umido, tingendo temporaneamente il manto di verde.
Altro superpotere? Un olfatto fuori scala
L’orso polare può sentire l’odore di una preda a quasi un miglio di distanza
e attraverso quasi un metro di neve compatta.
Cacciare senza sprecare energie
Gli orsi polari usano una tecnica chiamata “still-hunting”, tecnica di caccia molto furtiva e al rallentatore.
Insomma, individuata la preda non la inseguono. Si fermano immobili accanto ai fori nel ghiaccio, aspettando che la vittima emerga per respirare.
Zero sbatti insomma. Minimo sforzo, massimo risultato.
Vanno in letargo?
No, a differenza dei loro cugini orsi bruni, gli orsi polari non vanno in letargo. L’inverno è il momento migliore per cacciare in quanto il ghiaccio marino è più esteso e spesso, pieno di opportunità. Solo le femmine gravide si rifugiano in tana fino al parto.
I cuccioli nascono tra novembre e i primi giorni di gennaio.
Lunga vita al re
In Canada, un’orsa chiamata Debby visse fino a 42 anni. Un record sorprendente, considerando che l’età media degli orsi polari si aggira intorno ai 25 anni.
Ma come si stima l’età di un orso?
Nel 2023 uno studio Nel 2023 uno studio ha sviluppato un orologio epigenetico per l’orso polare: un biomarcatore basato sulla metilazione del DNA capace di stimare l’età biologica. Il modello ha mostrato un’accuratezza elevatissima (correlazione r = 0,97) con un errore mediano di appena 9 mesi.
Uno strumento prezioso per comprendere le dinamiche di popolazione e per la conservazione in un Artico che cambia rapidamente.
Origami: porta l’orso polare tra le tue mani
Adesso che lo conosci meglio, è il momento di dargli forma :)
Inquadra il QR code sotto le istruzioni o clicca qui per seguire passo dopo passo il tutorial per costruire il tuo origami ispirato al re dell’Artico.
Fun fact: Per gli Inuit, l’orso polare non è solo un animale. È Nanuk (o Nanook), uno spirito potente e saggio, guardiano della caccia e regolatore dell’equilibrio tra uomini e natura. Nelle tradizioni viene descritto come un uomo travestito da orso, capace di vivere in un igloo e dotato di abilità simili alle nostre.
Un simbolo di forza vitale.
Di intelligenza.
Di rispetto.
Grazie per averci letto! :)
Vuoi scrivermi?
Se hai domande, curiosità o semplicemente vuoi condividere ciò che hai costruito, tagga la nostra pagina o scrivimi, ti leggo volentieri :)
colmare.2021@gmail.com
@colmare_ (Instagram)
Ci vediamo alla prossima puntata di Frost and Folds e chissà in quale polo e quale animale esploreremo! ❄️
Buoni origami!
Vale | Colmare





